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CONSIGLI
Mi piace iniziare questa pagina di consigli, i fondamentali
delle varie fasi della lavorazione dell'argilla, con le parole di artisti
che hanno fatto della "manipolazione dell'argilla" un'arte.
Ne ho scelti pochi, quelli che la mia personale esperienza ritiene essenziali
per incominciare. Quando trovate nel corso del capitolo un termine tecnico
potrete ricercarne la definizione nell'apposito glossario.
"
Per sua propria natura l'argilla
(non solo per la sua composizione) non è classificabile. Questo
fatto la favorisce
. Potete dipingere, scolpire, disegnare, fare
oggetti funzionali, fare pasticci, e tutto questo fa parte della ceramica.
Penso anche che se usate la parola "ceramica", intendete dire
che non c'entra la scultura, la pittura o l'architettura. E' tutta argilla,
è tutto uguale. Inoltre potete dire che "la ceramica è
arte" e diventa un campo di battaglia per l'abbattimento delle definizioni
della storia dell'arte. Nessuno dice più che cos'è la ceramica.
E' proprio diventata quel che serve per esistere
"
VIOLA FREY (California - USA)
"
Ogni cosa che riguarda la vostra
vita può essere aggiustata esprimendola in ceramica. Più
creatività pura c'è nella nostra vita, più gioia
c'è
" DAVID GILHOOLY (Oregon - USA)
"
Poiché la ceramica è
il risultato della trasformazione chimica della materia per mezzo del
fuoco, dare forma al materiale che il fuoco trasformerà in ceramica
coinvolge il sublime piacere dei quattro elementi fondamentali della vita:
terra, acqua, aria e fuoco
" MARI FERREIRA DASILVA
(Portogallo)
Non lasciatevi spaventare dal fatto che l'argilla vada cotta, sicuramente
nella vostra città c'è una fornace, o ci sono degli artigiani
che cuociono anche per privati. Non avete che da fare una piccola ricerca.
L'argilla è uno dei mezzi artistici più antichi, complesso
e semplice contemporaneamente, di antica tradizione ed oggetto di ricerca
in costante evoluzione. Non demordete se all'inizio i vostri lavori non
riescono perfetti, o si rompono e neppure fatevi abbattere dalla difficoltà
di prevedere i risultati finali sin dall'inizio. Con l'argilla si costruiscono
manualmente non solo oggetti decorativi, ma anche di utilità pratica,
grandi o piccoli, da una piastrella ad un parete. E ricordatevi che la
casualità crea, a volte, capolavori. Possedere una grande esperienza
tecnica delle varie fasi di lavorazione ed in particolare della cottura
e della decorazione, è necessaria a chi si occupa di produzione
in serie, che richiede pertanto risultati sempre uguali. Voi, nella fase
iniziale del vostro apprendimento, concentratevi sulla conoscenza della
plasticità dell'argilla. Gli aspetti tecnici di ogni fase di lavorazione
li indicherò nel modo più particolareggiato possibile per
ogni singolo oggetto. Oggi in commercio ci sono vari tipi di impasti d'argilla
già pronti per l'uso. Dall'argilla liquida per colaggio all'argilla
grassa, all'argilla magra, all'argilla semirefrattaria e refrattaria,
alla porcellana e il gres ed ogni impasto ha le proprie caratteristiche
ed un uso specifico. Quelle più comunemente disponibili sono l'argilla
rossa e l'argilla bianca; di volta in volta vi dirò il tipo d'argilla
da usare scegliendola tra queste ultime due. Se il vostro approccio con
questo materiale è nella sua fase iniziale, giocate con la terra
senza finalità. Stendete una lastra di argilla (bianca o rossa
a scelta) con il mattarello e tagliatene diverse strisce. Ad intervallo
regolare di tempo (ogni 3-5 minuti) piegate, arrotolate, graffiate, incidete
e tagliate una striscia per vedere come si comporta nelle vostre mani.
Datele una forma, se la mantiene senza afflosciarsi, né formare
fessure o crepe, allora è della plasticità giusta per foggiare
un oggetto. Lavorate l'argilla sempre su una base di legno o masonite,
appoggiate il vostro lavoro su un tornio girevole o su una tavoletta che
si possa facilmente ruotare. Quando iniziate un lavoro portatelo a termine
usando sempre lo stesso tipo di impasto. Vale a dire non mischiate argilla
morbida con argilla più dura, questo perché nell'asciugarsi
la terra si ritira e, naturalmente, quella più dura asciuga prima
di quella più morbida creando delle tensioni che, durante la fase
di asciugatura e cottura, provocano rotture. I blocchi di argilla che
sono in commercio sono già pronti per l'uso, quindi l'argilla non
va impastata. Non strappate l'argilla dal vostro blocco iniziale, non
maltrattatela, ma staccatela usando un filo di acciaio. L'argilla va conservata
in un luogo fresco, avvolta ermeticamente nella plastica. Ponete ad asciugare
gli oggetti sul legno, o su tavole di gesso, o ancora su mattoni grezzi.
Non lasciate seccare gli scarti di argilla, ma, man mano che ne fate,
avvolgeteli nella plastica. Al termine del lavoro pressateli con il mattarello
fino a formare delle lastre dallo spessore di 2 o 3 cm. ed avvolgetele
in un panno bagnato fino a quando non ridiventano morbide.
Le fasi di lavorazione dell'argilla sono:
· la foggiatura (dare la forma)
· l'essicatura (fare asciugare)
· la cottura
· la decorazione
FOGGIATURA
Esistono vari modi per dare manualmente forma agli oggetti:
· La tecnica a pollice
· Il colombino
· La tecnica a striscia
· La tecnica a lastra.
Queste tecniche si possono abbinare tra loro. Con l'argilla si fanno anche
sculture e bassorilievi, aggiungendo o togliendo argilla al blocco iniziale
o da una spessa lastra. La tecnica a pollice serve per permettervi una
conoscenza "intima e personale" con le proprietà dell'argilla,
essenziale per capirne la plasticità. Si chiama così perché
il pollice funge da asse rispetto alle altre quattro dita che, tenute
vicino, premono e danno il movimento circolatorio. Con questa tecnica
si costruiscono ciotole. Io vi consiglio vivamente di sperimentarla, iniziando
così il vostro approccio alla pratica di questo materiale. Questa
è una sperimentazione nella quale nessuno vi potrà sostituire,
niente vi potrà insegnare meglio della manipolazione le qualità
proprie dell'argilla. La tecnica del colombino è la più
antica e la più difficile. Quindi la meno usata. I colombini sono
dei rotolini di argilla fatti a forma di salamini. La tecnica a strisce
è il metodo più comune e che permette di costruire tutti
i tipi di forme cave, anche le più complesse. La tecnica a lastre
è molto diffusa ed è la più facile da imparare. In
questa rubrica inizio pertanto a illustrarvi oggetti costruiti con questa
tecnica, spiegandovi per ognuno di essi le varie fasi di lavorazione.
Vi stupirete di come tutto vi risulterà più semplice di
quanto ora immaginiate. La tecnica a lastre necessita di supporti che
vengono utilizzati nella fase iniziale della lavorazione per tenere in
forma l'argilla. Si possono utilizzare benissimo forme come bottiglie,
palloni, tubi di cartone, ciotole, basta avvolgerle con la carta. Per
fare le lastre usate argilla che non sia morbida. Se il vostro blocco
o pane di argilla fosse morbido, tagliate la quantità che vi serve
per stendere la lastra e lasciatela asciugare capovolgendola più
volte sulla tavoletta di legno o di gesso finche l'argilla non avrà
raggiunto la plasticità desiderata. Per stendere la lastra usate
il mattarello e delle asticelle come guide per avere uno spessore uniforme.
Fate una prova con una piccola lastra, datele una forma, se non si affloscia
e non si formano crepe, questa è la plasticità giusta per
stendere l'argilla e darle forma. Le lastre che vanno unite tra loro devono
essere sempre della stessa plasticità e spessore. Controllate che
non si formino bolle d'aria in superficie, nel caso foratele e aggiungete
un poco di argilla pareggiandola con le dita.
ESSICATURA
E' il tempo che l'oggetto ci mette ad asciugare. Dipende dalle condizioni
ambientali, dal tipo di argilla utilizzata, dal volume e dalla forma dell'oggetto.
Ponete ad asciugare gli oggetti sul legno, o su tavole di gesso, o ancora
su mattoni grezzi. Tenete presente che a causa dell'umidità che
il legno assorbe dall'argilla, esso tende ad incurvarsi e così
anche l'oggetto posto sopra. Per evitare questo inconveniente, applicate
delle aste di almeno 5 cm di spessore a due lati della tavola di legno
(quelli che sono perpendicolari alla sua venatura) creando così
una specie di tavolino facile da sollevare.
Gli oggetti devono asciugare lentamente ed uniformemente fuori dalle correnti
d'aria: per questo vi servirete di fogli di plastica e di stracci umidi.
Per asciugare lastre di una misura più grande di un piatto da cucina
il sistema migliore è di metterle sopra una tavoletta di legno
fatta a grate.
.
COTTURA
Gli oggetti vanno cotti solo quando sono completamente asciutti altrimenti
si rompono. La cottura trasforma l'oggetto da fragile a resistente e attribuisce
all'argilla un altro colore che può essere rosso, o bianco a secondo
dell'argilla usata. La temperatura di cottura influisce, sia sul colore
del biscotto che su quello dello smalto. Ma della cottura si occuperà
l'artigiano presso il quale porterete a cuocere gli oggetti.
DECORAZIONE
Esistono vari modi di decorazione basati principalmente sull'uso di smalti
che necessitano, tuttavia, di una seconda o terza cottura. La terracotta
(o biscotto), però, può essere dipinta anche con materiali
che non richiedono una successiva cottura. Anche spalmare dell'olio, o
qualsiasi altra crema colorata, trasforma il colore della terracotta.
Gli acrilici rappresentano un modo rapido e facile di colorazione ed oggi
sono reperibili sul mercato anche gli smalti che non richiedono cottura.
Tutti i materiali per la decorazione presenti in commercio sono già
pronti per l'uso. Il biscotto rosso può essere lasciato anche del
proprio colore naturale e semplicemente vetrinato. La vetrinatura serve
anche per rendere gli oggetti impermeabili.
Gli oggetti che sono destinati a contenere alimenti devono essere necessariamente
dipinti a fuoco con smalto atossico. Una tecnica di decorazione molto
antica è quella denominata ingobbio ed è basata sull'uso
di terre colorate.
ARGILLA
L'argilla, presente i tutte le zone del pianeta, è il materiale
che serve per fare la terracotta. L'argilla è dovuta ad un processo
formativo, durato milioni di anni, che ha portato alla disgregazione di
rocce ignee (eruttive). Gli eventi atmosferici, come la pioggia, il vento,
i gas, hanno causato la decomposizione della roccia trasformandola in
argilla. Le differenze fra le argille sono dovute ai diversi processi
geologici avvenuti all'origine ed alla posizione dei depositi. La plasticità
è la più importante proprietà dell'argilla ed appartiene
solo all'argilla fra tutti i materiali della terra. La plasticità
è la capacità dell'argilla di prendere qualsiasi forma e
di mantenerla. Le argille naturali vengono classificate in base alla loro
plasticità ed al colore che assumono prima e dopo la cottura. Le
impurità conferiscono colore e plasticità. La plasticità
è l'elemento condizionante la scelta dell'argilla in funzione del
tipo di lavoro che si vuole eseguire. Dopo la cottura l'argilla diventa
dura, tornando ad assomigliare ad una pietra. Le argille con meno impurità
(le impurità sono dovute allo spostamento dell'argilla dal luogo
originario ad un altro e in questo viaggio essa raccoglie materiale organico
ed inorganico) sono le più bianche dopo la cottura, le meno plastiche,
quelle che cuociono alle temperature più alte ed anche le più
rare poiché sono quelle rimaste nei luoghi dove si sono formate.
L'argilla viene cotta ad almeno 700° C circa che è la temperatura
sufficiente perché diventi robusta e dura. Più alto e il
calore e più compatta, forte e vetrificata sarà l'argilla
cotta. Alcune argille, specie i caolini, continuano ad indurirsi anche
oltre il "cono 14" (1400° C) (cerca nel glossario il termine);
ad un certo punto però, tutte si rammolliscono e diventano vetri.
Tutte le argille naturali vengono divise in:
Caolino o argilla da porcellana
I caolini primari sono argille che si trovano nello stesso punto dove
si sono formate e che, non avendo subito spostamenti, non hanno inglobato
impurità. Sono le più pure e rare, quelle che cuociono restando
bianche ed anche le meno plastiche. Vengono usate per la fabbricazione
di porcellane. I maggiori depositi di caolino primario si trovano nella
Carolina del Nord, Inghilterra, Cina, India, Giappone, Corea e Germania.
I caolini secondari sono quelli che sono stati spostati dal luogo di formazione
perciò sono meno puri, cuocendo diventano giallognoli e sono appena
più plastici del caolino primario e meno refrattari. Si trovano
in diverse località degli U.S.A. e nelle nazioni già nominate.
I caolini diventano compatti da 1480° C.
Ball
La ball clay è un'argilla trasportata dall'acqua. Contiene sostanze
organiche trasformate in carbone che le conferiscono un colore grigio
o bruno che scompare con la cottura. Le ball clay sono a grana fine e
altamente plastiche, sono perciò quelle che subiscono il maggio
ritiro nella essiccazione e nella cottura. Cotte assumono una colorazione
bianco avorio, sono rare come i caolini e diventano compatte a 1300°
C.
Fire Clay
La Fire Clay sono argille ridepositate perché trasportate dal vento
e contengono ossidi metallici e silice che, in cottura, producono diversi
colori e le rendono dure e a grana grossa. Molto diffuse nel mondo, si
trovano nelle montagne e nei deserti, spesso in superficie o negli strati
superiori delle rocce. Vengono utilizzate per fare mattoni per fornaci,
altiforni, tubature dell'acqua, canne fumarie ed altri prodotti resistenti.
Diventano compatte a 2200° C.
Argilla comune di superficie
Le argille di superficie si trovano ovunque. Queste argille sono state
trasportate in grande quantità ridepositate da agenti naturali
e trasportate di nuovo. Lungo la strada hanno raccolto impurità
da cui ricavano colore e plasticità e la caratteristica di diventare
compatte a temperature inferiori rispetto a tutte le altre argille. Sono
quelle usate per realizzare vasellame. Diventano compatte fra i 1100°
e 1200 ° C, ma raggiungono consistenza e resistenza sufficienti per
l'uso anche a temperature inferiori. Le argille di superficie si trovano
dappertutto, in montagna, vicino ai fiumi, sulle spiagge, nei fossati.
Argilla da gres
Per argilla da gres si intende un'argilla naturale che è una via
di mezzo tra la fire clay e la ball clay.
Le caratteristiche principali degli
impasti di argille
In base alla densità dovuta all'assorbimento dell'acqua dopo la
cottura, cioè alla quantità d'acqua che rimane dopo la cottura
nei pori di un pezzo cotto, le ceramiche sono classificabili in tre categorie:
terraglia, gres e porcellana. La terraglia, il gres e la porcellana non
esistono in natura ma sono i nomi che si danno agli impasti che i ceramisti
formano utilizzando le caratteristiche delle argille naturali che possono
venire mischiate tra di loro ed alle quali si aggiungono altri materiali.
Generalmente gli impasti ceramici sono formati da tre elementi fondamentali
e in tutto il mondo vengono fatti allo stesso modo: l'argilla (o le argille),
il fondente e lo sgrassante.
Il fondente ha la funzione di abbassare il punto di fusione. I più
usati sono il borace, il piombo e calce.
Lo sgrassante serve a ridurre la plasticità e il ritiro dell'argilla.
Come sgrassante si usa la silice (sabbia), ma si usa anche cenere d'ossa,
vetro polverizzato, cenere vulcanica e la chamotte che è argilla
cotta macinataed è la più usata.
Le uniche argille che si possono usare così come si trovano in
natura sono le argille di superficie, le impurità presenti in queste
argille fanno da fondente mentre la sabbia o il terriccio presente formano
da sgrassante. Sono quelle che comunemente usano gli hobbysti.
Cono Seger
I coni Seger sono un impasto ceramico tarato per una determinata temperatura;
quando la raggiungono fondono. Hanno forma di piramide triangolare e vengono
messi in diverse posizioni nel forno a gruppi di tre in modo che possano
essere visti. Uno che fonde prima della temperatura richiesta, un secondo
che si piega leggermente alla temperatura richiesta ed un terzo che non
si piega indicando che la temperatura non è stata superata. Questi
coni indicano che la temperatura richiesta non è stata superata,
ma anche che gli oggetti sono cotti. L'idea dei coni prende il nome dallo
scienziato Seger. I coni sono graduati e numerati e partono dalla temperatura
di 1100° e salgono o scendono di 10/20/30° C rispetto al cono
di 1100°.
ATTREZZI
La mano è lo strumento che meglio modella l'argilla e che vi permetterà
di conoscerne le qualità. Per incidere, tagliare, spianare, potete
usare qualsiasi tipo di utensile: formine da dolci, cannucce, tappi vari,
foglie, merletti, mattarello, forchetta, colino, schiaccia patate, forbici,
pettini ecc. insomma tutti gli oggetti che fanno parte del nostro quotidiano.
Createvi una borsa con gli attrezzi da tenere sempre a portata di mano
quando lavorate, metteteci dentro tutto quello che la vostra fantasia
vi suggerisce di utilizzare e ricordatevi, una volta terminato il loro
impiego, di ripulirli con cura prima di farli "riposare". Esiste
inoltre una vasta gamma di attrezzi specifici che, per aiutarvi nella
fase iniziale del vostro approccio con questa tecnica, vi consiglio di
acquistare:
- una tavola di legno grezzo, o di masonite, di circa cm. 90 x 90, da
appoggiare sul vostro tavolo di lavoro. In alternativa potete utilizzare
una spianatoia vecchia la cui superficie però non sia infossata.
Lavorate l'argilla bianca da una parte e dall'altra l'argilla rossa
e non lasciateci sopra gli oggetti da asciugare, altrimenti si imbarcherà.
Usatela per stendere le lastre di argilla e per costruire i pezzi che
andranno a comporre gli oggetti;
- una girella o tornio per appoggiarvi sopra l'oggetto, di modo che
per lavorarlo nelle varie angolazioni non avrete che da girarla. Oppure
una tavoletta di legno grezzo, o di masonite, dello spessore di 2 o
3 cm e di cm. 20 x 20 di lato (successivamente ve ne procurerete delle
altre a seconda della quantità e della dimensione degli oggetti
che farete), sulla quale lascerete poi ad asciugare l'oggetto. Ricordate
sempre che a causa dell'umidità che il legno assorbe dall'argilla,
esso tende ad incurvarsi e così anche l'oggetto posto sopra.
Per evitare questo inconveniente, applicate delle aste di almeno 5 cm
di spessore a due lati della tavola di legno (quelli che sono perpendicolari
alla sua venatura) creando così una specie di tavolino facile
da sollevare);
- una spatola o raschino di gomma che serve per levigare, rifinire e
togliere gli eccessi di argilla;
- una spatola lunga che serve a vari usi;
- un cavetto di acciaio che serve per tagliare i pezzi di argilla dal
blocco iniziale. Potete anche costruirlo attaccando un filo di acciaio
a due legnetti;
- una lama sottile e appuntita (ad esempio un cutter) per tagliare le
strisce e le lastre;
- una "miretta" per scavare nei blocchi di argilla
- pennelli a punta piatta e pennelli a punta fine di diverse misure
morbidi
- spugnette (normali da cucina).
Tutti gli strumenti sopra elencati sono facilmente reperibili ed il loro
costo complessivo è veramente modesto e sarà ampiamente
ricompensato dai risultati che vi consentiranno di conseguire.
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